SERGIO GIANNOTTA FOTOGRAFIE

"La linea all'ombra dei fiori"

Fotografie di Sergio Giannotta

Il prologo al Libro di sogni di Jorge Luis Borges, pubblicato a Buenos Aires nel 1976, si apre con la metafora di Joseph Addison: l'anima, quando sogna, libera dal corpo, è al tempo stesso il teatro, gli attori, il pubblico e aggiunge Borges l'autrice della storia a cui assiste.
Le fotografie di Sergio Giannotta suggeriscono storie dai contorni smussati, tendenti alla rêverie. Non è forse usuale che un fotografo disponga di una personale foresta di simboli, che restituisca all'osservatore ciò che Leopardi, nello Zibaldone, definiva una «doppia visione».
Nella serie di Polaroid Ieri ho sognato un giardino, per esempio, l'autore fa dialogare sistematicamente tinte delicate, sagome di fiori e piante con l'enigma di una zona d'ombra. A separarli, una sottile linea d'oro.
Una possibile lettura è nel contrasto tra innocenza e esperienza, cui il fotografo sembra dare una personale interpretazione. Se i fiori sono simbolo eterno della provvisorietà della bellezza, l'innocenza del puro manifestarsi qui e ora, l'ombra può alludere all'incertezza che circonda ciò che precede e segue il loro effimero apparire: l'aver conosciuto, amato, perduto. La linea luminosa è come il filo del ricordo, sospesa tra la perfezione e il niente, la visione amata e il suo cortocircuito.
Non, dunque, un'innocenza estranea all'esperienza o viceversa, ma un'efficace, soffusa mescolanza di queste due condizioni dell'essere.
Sergio Giannotta costruisce lo spazio di un'esitazione tra il mondo reale e quello amorevolmente ricordato, in un tempo che scardina ogni pretesa di linearità.

(introduzione alla mostra personale "Southern dream" presso lo spazio espositivo PwC Milano, Novembre 2019)
Damiana De Gennaro
Poetessa e scrittrice

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